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Sagra do Trunzu di Aci ad Acireale

07 / 09 luglio - Acireale (CT)

Sagra do Trunzu di Aci ad Acireale a Acireale
1° Edizione "Sagra do Trunzu di Aci" ad Acireale dal 7 al 9 luglio 2017. La sacra si svolge all'interno del polmone verde di Acireale la Villa Belvedere ex angolo di paradiso dove si puo' ammirare la vista a mare di quasi tutte le frazioni.
La manifestazione si prefigge di far conoscere ai visitatori dell'hinterland ed ai turisti del territorio, le tradizioni culinarie preparate da cuochi esperti con il "trunzu di aci", riconosciuto prodotto presidio slow food
 
Il cavolo trunzu è un cavolo rapa (Brassica oleracea var. gongylodes ) coltivato da sempre nel catanese, in particolare negli orti di Acireale e delle località vicine. E’ di piccole dimensioni ma è riconoscibile in particolare perché la parte edule, presenta striature violacee, comune a molte a molti ortaggi coltivati nei terreni lavici dell’Etna.Come tutte le crucifere o brassicacee (cavoli, ravanelli, broccoletti, ecc.) contiene molti minerali e vitamine; la ricerca medica attribuisce a questi ortaggi anche una forte azione detossificante importante per prevenire l’insorgere di forme tumorali. Proprietà esaltate dai terreni di particolare qualità e dell’ambiente in cui viene coltivato. Già dalla prima metà del Novecento il cavolo trunzu (il nome riprende un epiteto con il quale i catanesi prendono in giro gli abitanti di Aci) era protagonista sui mercati ortofrutticoli della vicina città capoluogo. Negli anni Quaranta la coltivazione del cavolo è diminuita, soppiantata da produzioni più redditizie.Nel secondo dopoguerra le aree coltivate vicino alla città di Catania in generale sono diminuite, la città si è allargata a dismisura e si sono moltiplicati i centri commerciali, molti agricoltori sono emigrati al nord oppure in America, altri hanno invece trasferito l’attività nel ragusano. Oggi nell’area storica di produzione gli orti coltivati a cavolo trunzu non raggiungono l’ettaro di superficie, e molte coltivazioni si sono estese anche in altre aree dell’Etna: a Milo, Adrano, e in altri orti della cintura. Il mercato catanese richiede questa specialità ma le tecniche di coltivazione sono cambiate rispetto a settant’anni fa, i cavoli spesso sono eccessivamente spinti con concimi chimici e,per questo si ottengono anche tre raccolti l’anno, quando in passato se ne otteneva uno, al massimo due.

Ultima modifica: 2017-06-25 22:58
Fonte / Autore: Orazio Piro


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