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Pasqua a Corleone

09 / 16 aprile - Corleone (PA)

Pasqua a Corleone a Corleone
I Riti del Venerdì Santo a Corleone (PA). Il Mistero della Passione e della Morte di Cristo nelle chiese e le Processioni dal XV secolo. La manifestazione  è realizzata in collaborazione con il comitato "Venerdì Santo a Corleone", formato dai rappresentanti di tutte le Confraternite che vi partecipano. Un rito di secolare memoria che si perpetua con i suoi suoni di troccole, di tamburi, di "maschi"

Il Venerdì Santo
Alcuni colpi di mortaretto accolgono il corpo del Cristo all’uscita dalla Chiesa. Il simulacro del Cristo, adagiato su un lenzuolo bianco, viene condotto verso il luogo della crocifissione dai sacerdoti. Alla mesta processione partecipano i numerosi membri delle confraternite ‘Bianche’, Il loro nome deriva dal colore del cosiddetto “cammìsu”, il lungo camice di lino indossato dai “fratelli”, che hanno il capo coperto da un cappuccio la cui estremità superiore è pieghettata a ventaglio. Il diverso colore della mantella distingue le confraternite. Il cappuccio nasconde l’identità di chi lo indossa, ma questo non avviene per mascherarne l'identità, ha un significato profondo: l'anonimato del volto equivale all'annullamento della persona e della differenza di classe sociale: esso indica che tutti i Confratelli sono uguali tra loro e sono tutti figli di Dio. Durante i Riti della Settimana Santa o in certe Celebrazioni penitenziali non é fuori luogo, camminare a piedi scalzi, oppure calare il cappuccio sul volto.
 
La processione viene guidata dallaGrande Croce due fanali, che la affiancano, simboleggiano la luce divina che si inoltra nelle vie del mondo lungo la strada che porta al Calvario. In origine prendevano parte alla processione nove confraternite, oggi solo quattro. Quella di “Maria SS. del Carmelo”, che si distingue per il colore marrone dell’abitino che indossano ed anch’essi portano una croce da cui pende una lunga benda bianca, le altre sono quelle dei “Santi Elena e Costantino”, dei “Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo” e quella dei “Bianchi dell’Ospedale

Il corteo giunge alla sommità del colle dove è issata la Croce. Due sacerdoti salgono sulle scale appoggiate alla croce. Cristo viene issato lentamente e inchiodato. I fedeli, che numerosi assiepano e circondano il colle, assistono commossi. E intonano tristi canti. Colpi di tamburo si odono, mentre lunghe ombre già incombono sul paese. Si appressa l’ora delle Deposizione. La ‘Grande Croce’ nera guida il corteo delle confraternite che salgono al Calvario: ‘Madonna del Carmelo’, ‘Santi Elena e Costantino’, San Giuseppe D’Arimatea e Nicodemo’, dei Bianchi. La statua, posta sul lenzuolo bianco, viene portata a valle questa volta dai confrati percorrendo al contrario l’itinerario fatto di giorno. Il passo, lento, segue le cadenze della musica. I fedeli seguono commossi. Al suono della banda si sovrappone ora il caratteristico rumore dellatroccola’ che detta i tempi per l’uscita del simulacro dell’Addolorata dal suo Tempio. Lo sparo di una potente ‘maschiata’ suggella il toccante momento, a testimoniare e rappresentare l’immenso dolore della Madre per la morte del Figlio.
 
Il Cristo Deposto viene adagiato nella navata della vicina piccola Chiesa di San Nicolò. Fuori, i fedeli attendono l’uscita dalla chiesa della semplice ‘vara’ con il Cristo Morto, adorna di fiori e sormontata da una palma.Tutto è pronto per la lunga processione. E’ già sera quando, lentamente, il corteo si avvia dallo slargo.La processione è aperta dai devoti, che si dispongono su due file e recano in mano i ceri accesi... Alcuni confrati precedono la vara del Cristo Morto. Altri la portano a spalla, facendo ondeggiare la palma che la sovrasta.

Le Serve di Maria e i confrati dell’Addolorata con le lampade accese precedono la disadorna statua dell’Addolorata, portata a spalla. La processione si conclude quando è già passata la mezzanotte. Il simulacro del Cristo rientra nella Chiesa di San Nicolò. Qualche minuto dopo, sullo slargo sopraggiunge il simulacro dell’Addolorata, che viene accolto dallo sparo di mortaretti che vengono fatti brillare sotto la Rocca Sottana, la cui parete viene illuminata a giorno creando un suggestivo effetto scenico. Ora anche il simulacro dell’Addolorata può rientrare nella chiesa da dove era uscito. La lunga giornata si conclude con un’ultima toccante scena: nella Chiesa di San Nicolò i confrati si dispongono a cerchio attorno al Cristo Morto. Inizia il rito del ‘bacia piedi’. E’ il popolo dei devoti a genuflettersi per primo. Poi, è la volta dei confrati ‘bianchi’. Sul paese non si odono più i rimbombi dei mortaretti e il silenzio del lutto regnerà sovrano fino alla mezzanotte del sabato, quando le campane e la solenne messa annunceranno che Cristo è risorto. Nel giorno di Pasqua, il giorno della vita, l’incoronazione del simulacro della Vergine e la benedizione dei Fiori suggelleranno la gioia per la Resurrezione e concluderanno i riti della Settimana Santa.

Giovedì Santo
Processione del Cristo dalla Chiesa di San Nicolò alla Cappella dell'Ex Ospedale dei Bianchi
Visita agli Altari della Reposizione

Venerdì Santo
Salita al Calvario per la Crocifissione
Deposizione della Croce e Processione con il Cristo morto e l'Addolorata per le vie cittadine

Domenica di Pasqua
Incoronazione dell'Addolorata - Santuario Maria SS. Addolorata

Foto Autore Marialicia

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/vscorleone

Ultima modifica: 2016-10-30 17:03
Fonte / Autore: Comitato Venerdý Santo a Corleone


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